35. CHAVAQUIAH

E’ attribuito ai nati dal 13 al 17 Settembre

35. CHAVAQUIAH

Il nome di Chavakiah significa “Dio che dà la Gioia”

Il dono dispensato da Chavakiah è la RICONCILIAZIONE.

Appartiene al coro dei Potestà

Elemento Terra

Domicilio zodiacale dal 21° al 25° della Vergine

Qualità sviluppate amore per la condivisione, pacificazione, gioia di vivere, amore fraterno.

Difetti annullati discordia familiare, egoismo, litigiosità.

Giorni di reggenza 25 aprile, 8 e 9 luglio, 21 settembre, 2 dicembre, 11 febbraio. Ora: 11.20-11.40


Tramite l’invocazione è possibile ottenere:
perdono altrui, ottenimento di lasciti ereditari, gioia di vivere in pace ed in armonia con tutti.

Angelo gioviano che ci incita ad agire in vista di un ritorno al mitico Eden che siamo stati costretti a lasciare. I suoi protetti potranno riconciliarsi con i Principi Eterni e la sua influenza si manifesterà nella vita quotidiana attraverso riconciliazioni con persone dagli interessi opposti a quelli dell’individuo. La Riconciliazione sarà il tema da esprimere attraverso il lavoro, dunque, l’individuo lavorerà in ambienti ostili: ad Est dell’Eden. Proprio partendo da questo ambiente ostile (con il quale dovrà riconciliarsi), egli potrà, Pregando il proprio Angelo, intraprendere il cammino di ritorno verso il suo Paradiso perduto e ritrovarlo per l’eternità! Chavakiah guida il processo d’esteriorizzazione del Pensiero Divino. La persona opera il Rigore divino, partecipando così al ripristino dell’Ordine; e per realizzarlo bisognerà che essa si trovi in un ambiente in cui regna il disordine morale. Pertanto, di norma essa si orienterà verso zone conflittuali allo scopo, beninteso di ristabilirvi l’Ordine. La sua professione potrà essere in armonia con questa tendenza, specie se questa persona avrà Chavakiah, si potrà pervenire al ripristino suddetto, ma per attuarlo a livello esterno occorre ottenere lo stesso risultato interiormente, nell’alveo della nostra natura umana. Indubbiamente, attraverso la Preghiera il lavoro interiore verrà realizzato in breve tempo così come velocemente si tornerà all’Ordine esterno intorno alla persona.

Dice Haziel che Chavakiah incita a riconquistare il mitico Eden che siamo stati costretti a lasciare: per questo l’ ‘Io-morale’ dei suoi nati “troverà possibile espressione in spedizioni benefiche attuate in aree pericolose”. Essi, cioè, potranno trovarsi a doversi spendere a favore di persone problematiche o comunque in gravi difficoltà. Queste esperienze avranno lo scopo di far comprendere ai protetti da questo Angelo che devono procedere a una revisione interiore, compiere una sorta di viaggio in se stessi per conoscersi più a fondo. Invocandolo potranno ricevere un grande aiuto in questo percorso, ottenendo perdono dagli altri gioia di vivere in pace e in armonia con tutti, ma anche doni materiali attraverso lasciti ereditari. Con il suo aiuto potranno riconciliarsi con l’Unità e con i Principi Eterni, mentre nella vita quotidiana l’influenza dell’angelo si manifesterà attraverso le riconciliazioni, anche con persone dagli interessi opposti. La necessità di una riconciliazione potrà emergere in particolare, nella loro vita, come ostacoli sul piano dei rapporti familiari o di lavoro, dunque tema da esprimere proprio attraverso il lavoro o la famiglia. Potranno anche trovarsi a convivere o a lavorare in ambienti difficili o ostili (o che gli appariranno tali, e con i quali dovranno appunto riconciliarsi). E’ attraverso l’esperienza di tali ostacoli che passerà la riconquista del loro “Paradiso perduto”.
Secondo la Kabbalah, il codice dei 72 Nomi di Dio è celato nei tre versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14 dell’Esodo (ciascuno composto da 72 lettere). Nel trigramma di questo Nome la lettera caph (palmo della mano) proviene da: “l’Angelo di Dio che stava davanti al campo di Israele si mosse e si mise dietro di loro” (Esodo 14, 19). La waw (gancio), da: “questa nube era tenebrosa da un lato, dall’altro rischiarava la notte” (Es. 14, 20). La qof (cruna dell’ago), da: “e l’Eterno ritirò il mare con forte vento da Oriente (l’Est)” (Es. 14, 21). Queste lettere, interpretate in relazione alle loro origini, danno l’immagine della relazione d’amore che conduce all’unione sessuale. Per questo Chavakiah è considerato anche l’angelo dell’unione amorosa, e – nel cammino spirituale – quello del ritorno al Paradiso. Questi segni ci dicono anche che Chavakiah aiuta ad armonizzare le nostre pulsioni più istintive, dunque la sua vibrazione orienta la passione sessuale.


Qualità di Chavakiah e ostacoli dall’energia “avversaria”

Chavakiah sviluppa la capacità di superare le difficoltà e di perdonare; di vivere senza attriti con gli altri e di essere sempre magnifici e generosi. Dona amore per la condivisione, consapevolezza superiore, spirito di pace e di armonia; pacificazione, gioia di vivere, amore fraterno. Infonde grande senso del dovere e generosità fino al sacrificio di sé. Il dono della Riconciliazione offerto da Chavakiah è infatti una consapevolezza che conduce a ri-unirsi: alla vita, al mondo, a tutto ciò che esiste, che ci sia noto o ancora sconosciuto. E’ una consapevolezza superiore, in quanto l’uomo comune ignora il fatto che noi stessi siamo, letteralmente, ciò che ci circonda, e nulla esiste se non in funzione di tutto il resto: dunque ogni cosa, noi compresi, è concatenata all’altra; ogni essere è se stesso ed è anche ogni altro.

L’Angelo dell’Abisso a lui contrario si chiama Lamalon e rappresenta il desiderio di vendetta. Causa eccessiva severità, discordia familiare, egoismo, litigiosità. Provoca tensioni e problemi in famiglia, competizione e liti fra fratelli, fino a causare inimicizia e procedimenti legali che si risolvono a danno di tutti.


Meditazione associata al Nome

La meditazione associata a Chavakiah si chiama chiama “energia sessuale”. Secondo la Kabbalah la sessualità è una forza che stimola anch’essa la coscienza superiore ardendo di energia intensa; ma non basta “accenderla” e lasciarsene travolgere: è necessario sintonizzarsi anche con l’essenza spirituale del sesso. Questo Nome è una sorta di chiave d’accensione.

Meditazione

Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione:  per l’energia di questo Nome purifico i miei desideri, così da riuscire a condividere amore ed energia con la persona che amo, mettendo i suoi desideri ancor prima dei miei. Risveglio l’energia sessuale perché essa contribuisca ad elevare tutta la mia esistenza. Torno a riempirmi di tutta la Luce che perdevo restando spento o egoista nei desideri della passione. 


Esortazione angelica

Chavakiah esorta a trascendere le proprie rigidità per coltivare in sè la condivisione, la fiducia, la capacità di fondersi con l’altro e operare per il bene universale da cui discende anche ogni felicità personale.