50. DANIEL
Angelo Custode dei nati dal 28 Novembre al 2 Dicembre
50. DANIEL
Il nome di Daniel significa “Segno di misericordia”
Il dono dispensato da Daniel è l’ELOQUENZA e la CAPACITA’ DI PERSUASIONE.
Appartiene al coro dei Principati
Elemento Fuoco
Domicilio zodiacale dal 6° al 10° del Sagittario
Qualità sviluppate eloquenza, diplomazia, conforto, estetismo, giustizia, amore e rispetto delle Leggi Divine, delicatezza d’eloquio.
Difetti annullati frode, intransigenza, accusa, delazione.
Giorni di reggenza 10 maggio, 24 luglio, 6 ottobre, 17 dicembre, 26 febbraio. Ora: 16.20-16.40
Tramite l’invocazione è possibile ottenere: eloquenza, senso degli affari, rapida carriera nella professione di Giudice, spiccata inclinazione per le lettere e la filosofia.
Con questo dono non si intende la capacità di fare uso di parole altisonanti o di frasi ricercate ma, al contrario, la capacità di esprimersi con semplicità, sapendo toccare il cuore e le emozioni; un dono che aggiunge carisma a personalità forti.
Dice Haziel che questo angelo stimola l’amore per il comando. Per il suo potere la persona sarà portata a dirigere, fruirà di rango e funzioni elevati. Parrallelamente Daniel assicura la simpatia dei dirigenti. Di conseguenza i suoi protetti non faticheranno a trovare un impiego né ad accedere a posizioni di notevole responsabilità. Tutto ciò che la personalità Daniel saprà realizzare sarà caratterizzato da una bellezza straordinaria, clamorosa, rutilante. Qualora la sua professione sia l’architetto, progetterà stabili di cospicua bellezza, ricchi di dettagli singolari, che varranno a distinguerli collocandoli a un livello decisamente superiore a quello dell’edilizia utilitaria. In effetti i nati sotto questo angelo hanno grande finezza di comportamento, discernimento e senso della giustizia, e grazie alla loro eloquenza sono anche i migliori difensori possibili; si può dire che siano giudici o avvocati nati, anche se non esercitano queste professioni. Non per niente Daniel si prega soprattutto per questioni legali.
Ma sebbene venga indicato come l’angelo che “serve per ottenere la misericordia di Dio” e che “domina la giustizia, gli avvocati, i procuratori e tutti i magistrati”, la sua funzione più importante è nella vita di tutti i giorni, e sta nell’ispirare in modo positivo chi, dovendo prendere una decisione importante, si sente in preda all’incertezza. Sul piano esistenziale Daniel conduce a distaccarsi dalla materia per percepire la verità nella sua essenza; ma affidarsi al suo aiuto porta anche i suoi protetti a sviluppare il dono, in loro innato, di uno spiccato sesto senso per gli affari.
Sappiamo che secondo la Kabbalah tre versetti dell’Esodo (ciascuno composto da 72 lettere), celano il codice dei 72 Nomi di Dio; e precisamente i versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14. Riguardo alle origini delle lettere nel trigramma-radice di questo Nome, daleth-nun-yod, la prima lettera Dalet (porta) proviene da: “Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro” (Esodo, 14, 19). La Noun (pesce) viene da (Esodo, 14, 20): “venendosi a trovare fra l’accampamento degli Egiziani e quello di Israele”; mentre la Yod proviene da (Esodo 14, 21): “e l’Eterno, durante tutta la notte, ritirò (prosciugò) il mare con forte vento da Oriente”. Il rebus formato da queste 3 lettere dà l’immagine dell’accesso al proprio Sè superiore. Daniel è considerato l’angelo che dispensa il potere d’azione della personalità (interpr. Muller-Baudat).
Qualità di Daniel e ostacoli dall’energia “avversaria”
Le qualità che sviluppa Daniel sono concretezza; capacità di sintesi e di analisi; profondità di ragionamento e semplicità d’espressione; amore per la bellezza e l’arte. Concede i doni dell’eloquenza o del canto; carattere magnetico, capace di consolare ed aiutare gli altri: i suoi protetti infatti sono riflessivi, buoni consiglieri, portatori di armonia e di giustizia nel senso più umano del termine. Dona protezione dagli aggressori. L’Angelo dell’Abisso a lui contrario si chiama Sbarionath e rappresenta il pessimismo e il rancore. Causa intransigenza, eccessiva severità, accusa, delazione, frode. Ispira a vivere con mezzi illeciti.
Meditazione associata al Nome: abbastanza non è mai abbastanza
La meditazione associata a Daniel si chiama “abbastanza non è mai abbastanza”; secondo la Kabbalah infatti questo Nome offre uno strumento meditativo efficace per prendere coscienza del proprio valore e anche di quali sono le cose di cui realmente abbiamo bisogno e per cui ci dobbiamo impegnare. Comprendere che si merita di più (nel senso profondo e non delle mere acquisizioni materiali) aiuta a capire se nella nostra vita stiamo accettando compromessi che finiscono per mortificarci. A volte infatti “ci accontentiamo” nel senso che ci svendiamo, finendo per sottovalutarci e per rinunciare ad aspirare a una vera realizzazione.
Meditazione
Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: per l’enegia di questo Nome chiedo aiuto nell’individuare i veri obiettivi per la mia felicità. I miei occhi e il mio cuore restano focalizzati tutto il tempo sull’obiettivo finale. Risveglio la perseveranza e la passione, la determinazione a non accontentarmi mai, ma proprio mai, del meno.
Esortazione angelica
Daniel esorta a divenire giudici attenti di se stessi e del mondo, e ad esercitare tutta la clemenza, la compassione e la fiducia necessarie per sviluppare i propri talenti; con il suo aiuto invita a trarre il meglio da se stessi, dagli altri e dalle circostanze, nell’interesse di tutti.
