62. IAH-HEL

E’ attribuito ai nati dal 26 al 30 Gennaio

62. IAH-HEL

Il nome di Iahhel significa “Dio supremo”

Il dono dispensato da Iahhel è il SAPERE; o il DESIDERIO DI CONOSCERE.

Appartiene al coro dei  Arcangeli

Elemento Aria

Domicilio zodiacale dal 6° al  10° dell’Acquario.

Qualità sviluppate sentimento, saggezza e sapere divino, comprensione del potere del pensiero, amore e fedeltà coniugale, moderazione, solitudine.

Difetti annullati incostanza, infedeltà, scandalo, vanità, truffa, amore per il lusso.

Giorni di reggenza 22 Maggio, 6 Agosto, 18 Ottobre, 29 Dicembre, 10 Marzo.   Ora: 20.20 – 20.40


Tramite l’invocazione è possibile ottenere: saggezza, erudizione, conoscenza del valore dell’esistenza, successo nelle carriere didattiche.

Dice la Tradizione che Iahhel aiuta ad acquisire saggezza, protegge i filosofi e tutti coloro che vogliono ritirarsi a vita contemplativa per seguire studi contemplativi e filosofici. Ma, governando nel suo Coro le energie venusiane, e dispensando anche quelle mercuriane proprie del Coro stesso, questo angelo concede contemporaneamente la ragione e la sensazione, qualcosa che può esprimersi, come dice Haziel, in “un’intelligenza pratica posta al servizio della Bellezza”, oppure capace di trarre frutto (cioè gioia o ricchezza, o entrambe) dalla bellezza, oppure dal sapere: per esempio lavorando con l’educazione, con l’arte, la musica, o con la natura. Inoltre non favorisce solo l’appagamento nella solitudine, ma anche l’unione: secondo Haziel, infatti, favorisce, addirittura suscita, la formazione di associazioni e gruppi. Grazie a lui il soggetto saprà trovare la forma logica per istituirli, il modo di far coincidere gli interessi di molteplici personalità. L’influsso esercitato da questo Angelo farà sì che le esperienze derivanti dalle associazioni (comprese quelle intime come il matrimonio) elargiscano frutti saporiti, ossia sfocino in risultati positivi. Il suo protetto pronuncerà discorsi o scriverà testi favorevoli all’unione di tutti. Avrà un’intelligenza particolarmente idonea a capire le persone e gli avvenimenti, e anche capace di individuare ciò che può condurre all’affermazione personale. L’angelo dispensa dunque intelligenza, bellezza e ricchezza, doni che non si potranno manifestare nei casi in cui la Volontà Umana rifiuti gli stimoli da lui offerti: ma se i suoi protetti porranno la loro azione al servizio di un progetto positivo, avranno successo sicuro e otterranno una vita serena in cui saranno amati teneramente.


Qualità di Iahhel e ostacoli dall’energia “avversaria”

Le qualità sviluppate da Iahhel sono sentimento, saggezza, comprensione del potere del pensiero, amore e fedeltà coniugale, moderazione, amore della tranquillità e della solitudine. Spiccato senso del dovere e capacità di adempiere agli impegni; conoscenza del valore dell’esistenza, successo nelle carriere didattiche.

L’angelo dell’Abisso a lui contrario si chiama Aporménos e rappresenta l’ansia e il sospetto. Causa gli sconvolgimenti degli eventi, del corpo e dello spirito che ostacolano una vita tranquilla: impedimenti, scandali, malattie, depressioni.


Meditazione associata al Nome: genitore-maestro

La Verità da conoscere, connessa a questa meditazione, è che i figli non appartengono ai genitori, né gli allievi ai maestri: essi ci sono affidati in un rapporto che deve essere per noi occasione di evoluzione, e nel quale anche noi impariamo da loro. La posizione di genitore e di maestro, soprattutto, dà l’occasione di essere Luce per coloro che devono e possono imparare da noi: ma la Luce non si manifesta tanto nelle esortazioni teoriche, quanto nell’esempio pratico, nella capacità di essere per gli altri vere ispirazioni.

Meditazione:

ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: metto a tacere il predicatore che è in me. Farò trasparire e parlare il Maestro che è in me attraverso le mie azioni.


Esortazione angelica

Iahhel esorta a riconoscere che tutto nasce dalle idee ed è fecondato dai sentimenti. In noi stessi è presente il seme che può far concretizzare ogni cosa; spetta a noi irradiare Luce e manifestare il Bene.