34. Lehahiah

E’ attribuito ai nati dal 8 al 12 Settembre

34. Lehahiah

Il nome di Lehahiah significa “Dio di conoscenza” o “Dio clemente”

Il dono dispensato da Lehahiah è la RETTITUDINE.

Appartiene al coro dei Potestà

Elemento Terra

Domicilio zodiacale dal 16° al 20° della Vergine

Qualità sviluppate ascolto, disponibilità, comprensione, obbedienza.

Difetti annullati discordia, tradimento, ostilità.

Giorni di reggenza 24 aprile, 7 luglio, 20 settembre, 1 dicembre, 10 febbraio. Ora: 11.00-11.20


Tramite l’invocazione è possibile ottenere: facoltà di placare ogni sorta di violenza, fortuna nell’esito delle proprie iniziative, fervore nella Preghiera.

Dice Haziel che questo Angelo concede i suoi doni e poteri all’individuo perché questi li metta a disposizione di qualche figura di valore, o storicamente importante, per assisterla con devozione, rispetto, serietà, lealtà e disciplina, ed esserne in cambio generosamente ripagato. Nella vita quotidiana questa prerogativa si traduce nella tendenza, per i protetti da Lehaiah, a godere della piena fiducia da parte dei superiori, che in ambito professionale concederanno loro ogni genere di ricompensa legata al lavoro. Questo Angelo ama chi lavora duramente, ma concede la completa sicurezza nella continuità dell’impiego. I suoi protetti dovranno restare a stretto contatto con i loro capi, poiché l’ascesa dei superiori implicherà anche la loro; e con l’aiuto dell’Angelo potranno raggiungere posizioni invidiabili. Dice Haziel che Lehahiah struttura mirabilmente la vita materiale e se invocato imprime una forte accelerazione a tutte le nostre azioni. La sua energia propizia l’affermazione del grande industriale, dell’uomo che scolpisce la propria opera con tutta la forza dell’ambizione; ogni cosa, nella vita delle persone da Lui protette, avrà una sfumatura militare. Quest’Angelo conferisce forma definitiva al progetto che la persona difende ardentemente, possibilmente ad indirizzo nobile ed elevato. Protegge i re e i principi, assicurando solidità al regno e inducendo i sudditi alla lealtà che si prova verso coloro di cui si riconosce il carisma. 

Secondo la Kabbalah, tre versetti dell’Esodo (ciascuno composto da 72 lettere), celano il codice dei 72 Nomi di Dio; e precisamente i versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14. Riguardo all’origine precisa delle lettere nel trigramma di questo Nome la lettera Lamed (aiguillon de boeuf) proviene da: “l’Angelo di Dio che stava davanti al campo di Israele si mosse e si mise dietro di loro” (Esodo 14, 19). La He (finestra), da: “questa nube da un lato (cioè per alcuni) era tenebrosa, dall’altro (cioè: per altri) rischiarava la notte” (Es. 14, 20). La Heit (barriera), da: “e l’Eterno ritirò il mare con forte vento da Oriente” (Es. 14, 21). Ne esce l’immagine di una dirittura spirituale che consente di adattarsi a tutte le situazioni. Questi segni suggeriscono anche che l’energia di questo angelo aiuti a mantenersi calmi nei momenti in cui potremmo farci prendere dalla collera: Lehahiah è infatti considerato anche l’angelo del placarsi.. viceversa (non per niente) l’angelo avversario induce proprio violenza e collera! 


Qualità di Lehahiah e ostacoli dall’energia “avversaria”

Lehahiah sviluppa la capacità di ascolto, disponibilità, comprensione, obbedienza; altruismo, fedeltà, serietà. Comprensione delle Leggi divine. Capacità di rendersi preziosi ai superiori; senso dell’ordine e della disciplina; rigore. Dona inoltre la capacità di riappacificare i contendenti e la facoltà di placare ogni sorta di violenza e ira.  L’Angelo dell’Abisso a lui contrario si chiama Raner e rappresenta la violenza e la collera pericolosa. Provoca discordia, liti, guerra e rivoluzione.


Meditazione associata al Nome

La meditazione associata a Lehahiah si chiama chiama “relativizzarsi”. Secondo la Kabbalah,  infatti, la vibrazione di queste lettere consente di percepire come tutto quello che vediamo nella vita materiale altro non è che un’emanazione dell’Albero della Vita e concede, attraverso un’intima tensione, di collegarsi trascendendo l’ego: cioè relativizzando tutto quello che crea attaccamento alle nostre opinioni e riducendo così i blocchi e la staticità che ne discendono.

Meditazione 

Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione:  per la Luce di questo Nome trascendo il mio ego e mi tendo verso l’Albero della Vita. Ora che mi distacco dall’ego la felicità riesce a raggiungermi. Io lascio cadere la testardaggine e coltivo l’arte di non boicottami da solo.


Esortazione angelica

Lehahiah esorta a orientare le proprie energie verso un progetto universale, diventando coscienti delle proprie potenzialità e mettendole al servizio del bene comune.

 

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