52. IMAMIAH
Angelo Custode dei nati dall’8 al 12 Dicembre
52. IMAMIAH
Il nome di Imamiah significa “Dio eleva al di sopra di tutto”
Il dono dispensato da Imamiah è l’AMNISTIA, o l’ESPIAZIONE.
Appartiene al coro dei Principati
Elemento Fuoco
Domicilio zodiacale dal 16° al 20° del Sagittario
Qualità sviluppate capacità di riconoscere i propri errori, perdono, correzione dei vizi e delle cattive abitudini.
Difetti annullati perversione sessuale, bestemmia, malvagità, volgarità, litigiosità.
Giorni di reggenza 12 Maggio, 26 Luglio, 8 Ottobre, 19 Dicembre, 28 Febbraio. Ora: 17.00 – 17.20
Tramite l’invocazione è possibile ottenere: protezione e liberazione dei prigionieri, carattere energico e spirito ardimentoso; gestisce le energie marziane e venusiane.
Imamiah accorda il piacere di ciò che è primordiale, l’anelito a quanto è divino; il desiderio di abbellire, indubbiamente, ma di abbellire il mondo invisibile, quello che non ci è dato di contemplare.
Imamiah dispone del potere di armonizzare le energie di Marte (che rappresenta la forza e il lavoro), con quelle di Venere (che rappresenta l’amore, la dolcezza, la facilità). Se entrano in sintonia con lui, egli dona ai suoi protetti temperamento forte e spirito di sopportazione nelle avversità; guida a trovare la propria via tutti coloro che in buona fede cercano la verità. Dice Haziel che questo angelo accorda il piacere di ciò che è primordiale, l’anelito a quanto è divino; il desiderio di abbellire il mondo fisico e quello invisibile. Inoltre opera precipuamente sulle forme fisiche donando bellezza o fascino, come doti a garanzia di grazia e di successo. Dona la capacità di attingere la propria liberazione e compiere senza sforzo qualunque tipo di lavoro, successo nella vita sociale e nel soccorrere prigionieri o persone in situazioni difficili: Imamiah fa dei suoi protetti persone apportatrici di concordia, bellezza e armonia, capaci di dare alla Società tangibili attestazioni d’amore. L’energia dovuta a questo Angelo produce anche l’amore e la stima di sé, da cui discende la facoltà di essere stimati dagli altri.
Sappiamo che secondo la Kabbalah tre versetti dell’Esodo (ciascuno composto da 72 lettere), celano il codice dei 72 Nomi di Dio; e precisamente i versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14. Riguardo alle origini delle lettere nel trigramma-radice di questo Nome, ayin-mem-mem, la Ayin (occhio) proviene da: “Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro” (Esodo, 14, 19). La prima Mem (acqua) viene da (Esodo, 14, 20): “venendosi a trovare fra l’accampamento degli Egiziani e quello di Israele”; mentre la seconda Mem proviene da (Esodo 14, 21): “e l’Eterno, durante tutta la notte, ritirò (prosciugò) il mare con forte vento da Oriente”. Il rebus formato da queste 3 lettere, in relazione alla loro origine, dà l’immagine della pioggia che si avvicina; suggerisce inoltre che questo angelo aiuti a leggere nel più profondo dell’essere e a contemplare la potenza divina che si esprime nella natura (interpr. Muller-Baudat).
Qualità di Imamiah e ostacoli dall’energia “avversaria”
Le qualità che sviluppa Imamiah sono la propensione a riconoscere i propri errori, il saperli correggere e il riparare i danni causati. Dunque capacità di perdono, di rappacificarsi con i propri avversari, di soccorrere gli altri nelle difficoltà. Rigore, laboriosità, fede e senso del servizio, pazienza, coraggio, umiltà, semplicità. Tramite l’Invocazione è possibile ottenere da Imamiah, oltre a tutti i suoi i doni, liberazione dei prigionieri, viaggi utili e dilettevoli; inoltre la protezione da persone ostili, purché si sia nel giusto, oppure sinceramente pentiti per errori che hanno condotto all’ostilità. L’Angelo dell’Abisso a lui contrario si chiama Bacaron e rappresenta il desiderio sterile di rivalsa. Ispira orgoglio e animosità; causa limitazioni alla libertà, situazioni bloccate e senso di oppressione. Le distorsioni in cui, a causa sua, possono incorrere le personalità Imamiah sono instabilità e iper reattività emotiva, amore competitivo, relazioni troppo passionali e deviazioni sessuali, rigidità orgogliosa, intransigenza, severità eccessiva e conflittualità.
Meditazione associata al Nome: passione
La meditazione associata a Imamiah si chiama “passione”: secondo la kabbalah infatti questo nome accende l’ardore. Per accedere davvero al potere della preghiera, abbiamo bisogno innanzitutto di un fuoco che ardendo nel cuore alimenti il fuoco dell’anima; come quello che alimentava l’Himamiah Emily Dickinson. Queste lettere (ayin-mem-mem) danno il potere di connettersi spiritualmente in modo sincero e secondo la giusta coscienza, sapendo guardare oltre le apparenze che limitano l’orizzonte.
Meditazione •
Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: per l’enegia di questo Nome si alimentano le fiamme della passione nel mio cuore e nella mia anima. Il potere di queste lettere mi trasmette la forza della sincerità, devozione e corretta coscienza nelle mie preghiere, meditazioni e connessioni spirituali.
Esortazione angelica
Imamiah esorta a osservare se stessi in profondità, cercando di comprendere i propri cambiamenti e dunque il vero significato che hanno le esperienze cui andiamo incontro e le conseguenze che determinano nella nostra vita. Guardando oltre le apparenze invita a prendere coscienza dei propri talenti e con fiducia a metterli al servizio del mondo e degli altri, senza eccedere nelle certezze, sempre attenti a mantenersi indulgenti ed aperti.
